Cacciucco, la bellissima storia di un piatto senza tempo

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Più che un piatto, un’identità. Nessuno tocchi il cacciucco in Toscana, specialmente a Livorno, città in cui è stato cucinato per la prima volta. E le leggende su questa ricetta così tradizionale e buona si sprecano: ognuno ha la sua versione, più o meno credibile, che si rifà a racconti tramandati di generazione in generazione. Che la zuppa di pesce più famosa d’Italia sia un’istituzione non c’è dubbio, ma forse non tutti conoscono la storia del cacciucco, antichissima e legata a doppio filo con la tradizione popolare.

Cacciucco, le origini del nome

Prima di tutto, il nome. Non siete di certo i primi a chiedersi perché il cacciucco si chiama così. Le origini del termine sono da trovare nella parola turca kuciuk che significa piccolo, minuto. In Toscana ha preso il significato mescolanza, tanto che non è raro trovare cacciucchi di carne, cacciagione, ceci e via dicendo. Sta di fatto, in ogni caso, che il cacciucco più famoso è quello di pesce che, secondo le ricette più rigide della tradizione, dovrebbe contenere circa 13 qualità di pesce diverso. La ricetta nacque proprio a Livorno dalla necessità di usare anche i pesci più poveri finiti nelle reti da pesca.

Cacciucco, la storia della zuppa più famosa d’Italia

Sulla nascita di questo piatto oggi famosissimo le leggende si sprecano. Ma sono due i racconti sulla zuppa di pesce che più appassionano rispetto ad altri. Una prima leggenda racconta che un pescatore livornese, uscito con la sua barca, venne colto da un’improvvisa tempesta, morendo affogato. Lasciò la moglie, insieme ai tre figli piccoli, nella miseria più assoluta: così i bambini, affamati, andarono dagli amici pescatori del padre chiedendo loro qualche pesce. Tutti diedero il loro contributo, chi un polpo, chi un palombetto, chi una seppia, chi una cicala. La madre, cogliendo le erbette e i pomodori dall’orto, cucinò gli ingredienti di fortuna con un po’ d’acqua e servì la zuppa con delle fette di pane raffermo, inondando tutto il quartiere di un profumo paradisiaco.

Cacciucco, le leggende sulla zuppa livornese

Una seconda leggenda è forse più curiosa, di certo più allegra. Secondo alcuni livornesi l’invenzione del cacciucco sarebbe di un guardiano del faro al quale era vietato friggere il pesce con l’olio alimentare. Quest’ultimo, infatti, serviva ad alimentare la luce del fanale e non poteva essere assolutamente “sprecato” per cucinare. Ecco, allora, che il guardiano fece di necessità virtù e s’inventò un modo per cucinare il pesce senza l’ausilio di questo ingrediente: ancora oggi, infatti, la quantità di olio usata nella ricetta è rimasta bassissima.

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