Brodo di giuggiole, non solo un detto ma soprattutto un liquore dolcissimo

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“Sono andato in brodo di giuggiole!”. Quante volte abbiamo sentito questa frase senza comprenderne appieno il significato? Perché sì, vuol dire provare una grande gioia, essere fuori di sé dalla felicità, ma non è finita qui. Il brodo di giuggiole, signore e signori, esiste davvero ed è dolcissimo, delizioso, una coccola liquorosa per il palato così inebriante da rendere felici in un attimo. Ecco spiegate, allora, le ragioni che si nascondono dietro al famoso modo di dire italiano. Ma cos’è il brodo di giuggiole?

Brodo di giuggiole, cos’è

Si tratta di un liquore tipico di Arquà Petrarca, borgo tra i più belli d’Italia in cui visse il Petrarca. Posto sui Colli Euganei in Veneto, qui la diffusione dell’albero delle giuggiole è ancora decisamente presente. In antichità le famiglie erano solite mettere la frutta matura e, in particolar modo, le giuggiole appassite in dei vasi. Successivamente, dopo l’infusione, veniva ricavato un succo dolcissimo e liquoroso detto, appunto, brodo di giuggiole. La ricetta originale, anche se mantenuta ancora oggi segreta, si può assaggiare recandosi proprio nel bellissimo borgo. Di colore rosso, dal sapore amabile, il succo è poco alcolico ed è ideale se consumato dopocena o come digestivo.

Brodo di giuggiole anche nell’Odissea

Una bevanda che, stando a quanto sostengono alcuni studiosi, sarebbe antichissima. Nell’Odissea si racconta che Ulisse e i suoi uomini, durante il loro viaggio, dopo una tempesta si rifugiarono sull’isola dei Lotofagi. Qui la popolazione locale offrì ai marinai il dolce frutto del loto, cibo magico che fece perder loro la memoria. Ulisse, così, fu costretto a imbarcare a forza il suo equipaggio per evitare che dimenticassero tutta la loro vita precedente – la patria, la famiglia, i figli. Secondo diversi studiosi il frutto magico in questione non sarebbe altro che la giuggiola ridotta in succo: probabilmente gli uomini di Ulisse avevano solo alzato un po’ il gomito.

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