Napoli mille colori e mille botteghe storiche (tutte da scoprire)

napoli botteghe storiche
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Napoli mille colori, mille sapori, mille profumi. Forse la città più controversa d’Italia, sicuramente una delle più affascinanti. Nei suoi vicoli, sono tantissimi i tesori da scoprire, tutti che fanno rima con la maestria artigianale. Dalla pasticceria all’arte guantaia, fino ai famosissimi corni portafortuna: un itinerario tra le botteghe storiche, quindi, è l’idea migliore per comprendere appieno tutte le sfumature di questa città meravigliosa.

1. Cosmos – via San Gregorio Armeno

Tra le vie più famose di Napoli c’è certamente San Gregorio Armeno, conosciuta in tutto il mondo per l’abbondare di realtà artigianali focalizzate sull’arte presepiale. Ma non solo, perché qui si possono trovare diverse botteghe i cui manufatti sono dei veri fiori all’occhiello, tutti legati a doppio filo con la cultura napoletana. Uno di questi è Cosmos, forse il luogo più famoso in cui acquistare un tipico corno portafortuna: interamente realizzato a mano, perlopiù in terracotta, a seconda dell’interpretazione assume aspetti diversi mantenendo, sempre e comunque, la sua inconfondibile forma.

2. Omega – Via Stella

Dal ‘700 in poi, Napoli è diventata la capitale dei guanti. Sì, perché l’arte dei guantai partenopei, caratterizzata dalla lavorazione manuale e dalla ricerca di materiali di qualità, è ciò che muove il quartiere Sanità. E, tra quegli artigiani capaci di restare al passo coi tempi mantenendo salde le proprie radici, c’è Omega dove Mauro Squillace produce guanti conosciuti in tutto il modo, merito soprattutto della lunga lavorazione che comprende ben 25 passaggi. Una storia di famiglia, quella di Omega, perché nasce nel 19° secolo per volere di Pasquale Squillace, avo di Mauro. Un guanto inconfondibile, di qualità, sia nella sua versione più classica che in quella contemporanea.

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3. Scaturchio – Piazza San Domenico

Una delle pasticcerie migliori di Napoli, sicuramente la più famosa. Scaturchio, in Piazza San Domenico, è il gotha del dolce napoletano: tra zeppole, babà e sfogliatelle, l’abbandonza di leccornie è innegabile. Ma il fiore all’occhiello di Scaturchio è un altro, legato indissolubilmente alla sua storia: il ministeriale, un medaglione ricoperto di cioccolato fondente con all’interno una crema morbidissima fatta di liquore, ricotta, frutta e nocciole. Fu proprio Francesco Scaturchio, negli anni ’20, a inventarlo per amore: la diva Anna Fougez, di cui si era invaghito, gli chiese di creare un dolce apposta per lei. E così nacque il ministeriale, diventato famoso anche nelle sale della nobiltà. La ricetta? Segretissima, ancora oggi.

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